L’imprenditore italiano, che intenda operare direttamente sul mercato spagnolo, può costituire una società in loco oppure creare una stabile organizzazione sul posto oppure attivare propri dipendenti nel territorio o, infine, utilizzare dei lavoratori autonomi locali.
Nel caso di lavoratori subordinati è possibile scegliere tra l’applicazione del regime previdenziale spagnolo o l’applicazione di quello italiano, producendo la relativa certificazione. Ovviamente, se fosse costituita una società di diritto iberico, la contribuzione per i suoi dipendenti andrebbe alla previdenza locale.
I contributi previdenziali ammontano al 30/35% del salario lordo.
Se si optasse per la costituzione di una società in loco in vista di una consistente presenza sul mercato spagnolo, sarebbe preferibile la forma della società a responsabilità limitata con unico socio.
L’imposta sui redditi ammonta al 23%, ridotta al 15% per i primi due anni e aumentata al 25% se il reddito supera il milione di euro.
Nel caso si intendesse creare una stabile organizzazione in Spagna, senza costituire una società controllata, il carico fiscale sarebbe quello appena indicato, senza la riduzione per i primi due anni.
Il costo per la costituzione di una società oscilla tra € 3.000,00 ed € 8.000,00 a seconda della complessità, mentre il costo annuale per l’assistenza amministrativa successiva alla costituzione varia tra € 4.000,00 ed € 9.000,00, sempre commisurato alla complessità della prestazione.
Il primo incombente è chiedere l’attribuzione dell’identità fiscale, che normalmente viene concessa in quattro settimane.
Naturalmente le cifre menzionate sono solo indicative e potranno subire variazioni in relazione anche ai volumi sviluppati sul mercato spagnolo.
Non è raro trovare professionisti spagnoli, che parlino anche italiano.
Gian Andrea Chiavegatti




